quanto vive e cosa mangia un tonno

La vita del tonno: quanto vive e cosa mangia

Il tonno è un pesce predatore di grandi dimensioni, nuota veloce raggiungendo fino a 100 km orari.

Col nome "tonno" sono raggruppate varie specie della famiglia delle Scombridae e del genere Thunnus ed Euthynnus. Tra le specie più comuni e commercializzate in Italia troviamo: tonno alalunga, tonno albacares (pinna gialla), tonnetto alletterato, tonnetto striato (katsuwonus pelamis), tonno obesus, tonno thynnus (tonno rosso), tonno bigeye.

Il tonno rosso rappresenta la specie più grande e longeva. Può vivere fino a 40 anni raggiungendo due metri di lunghezza e 600 chilogrammi di peso.

Il tonnetto è, invece, la specie più piccola, raggiunge solitamente 2-3 kg in età adulta e non supera i 70 cm.

Cosa mangiano i tonni

Il tonno vive e nuota in banchi liberi cibandosi di numerose piccole specie ittiche come calamari, seppie, crostacei, sarde, sgombri e acciughe. 

Grazie alla sua eccezionale visione notturna, il tonno usa i suoi sensi per individuare banchi di piccoli pesci e con la sua agilità nel nuotare si avventa su di loro non lasciando alcun scampo.

Grazie a questo regime alimentare il tonno è ricco di Omega 3, proteine e vitamine. Vi è un'importante differenza tra il tonno pescato e il tonno allevato: il tonno pescato attraverso metodi sostenibili e in banchi liberi è sicuramente la scelta migliore dal punto di vista organolettico ed etico perché il prodotto conserva un gusto “selvaggio” ed è più magro. Al contrario, il tonno allevato viene ingrassato con preparati in formula unendo farine di pesce, farina di frumento, olio di pesce e altri nutrimenti essenziali come vitamine e calcio, vivendo per anni in grandi reti insieme ad altri tonni.

Il tonno in cucina

Essendo un pesce dalle caratteristiche gustative eccellenti, il tonno si presta a numerosissime ricette tradizionali. Tra l'altro, in virtù delle notevoli dimensioni, il tonno, come altri animali da macello, viene suddiviso in diverse parti, ognuna con una caratteristica organolettica diversa.

I veri intenditori avranno provato i frontali, la guancia, il lattume (sacca seminale del tonno maschio), la bottarga (le uova del tonno), la buzzonaglia (la parte nera vicino la lisca) e la ventresca (la parte dell’addome più grassa e saporita).

Nella tradizione siciliana questi tagli seguono preparazioni culinarie differenti. Ad esempio, i frontali sono consumati al sugo con menta, capperi e olive, mentre il lattume viene prima bollito e poi tagliato a tocchi e fritto in pastella e servito come antipasto.

Con la bottarga si possono preparare gustosi primi piatti e antipasti come la bruschetta con bottarga, olio e agrumi.

Il taglio più pregiato del tonno è costituito dalla ventresca a cui seguono i filetti. Di questi ultimi, la porzione qualitativamente migliore è quella centrale, seguita da quella vicino alla testa e poi da quella in prossimità della coda.

Con i filetti e i tranci di tonno si realizzano i vasetti e le lattine di tonno sott’olio.